Di seguito qualche scorcio del pomeriggio di ieri.
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domenica 30 ottobre 2011
Castagne, castagne e ancora castagne
Questo weekend siamo stati a Laceno (il mio buen retiro) per rilassarci un pò e soprattutto per andare alla sagra delle castagne di Bagnoli Irpino. Ora, sarà che amo le castagne in modo viscerale, sarà che a Laceno mi ritempro anima e corpo, devo dire di aver trovato la sagra molto molto bella e soprattutto con tantissime cose buone da mangiare. In realtà la sagra è del tartufo e della castagna, ma io ho focalizzato l'attenzione sulla seconda. Se ci doveste passare (28-31 ottobre è la durata) non dimenticate di assaggiare il tronchetto di castagne.. è una cosa sublime.. ho ancora le lacrime per la commozione :)
Di seguito qualche scorcio del pomeriggio di ieri.
Di seguito qualche scorcio del pomeriggio di ieri.
domenica 5 giugno 2011
Museo Madre
Sabato, per accontentare il mio ometto che me lo chiedeva insistentemente, siamo andati al museo Madre, un museo d'arte contemporanea che si trova nel centro storico di Napoli. Devo dire che sono rimasta un pò perplessa, perchè è un museo molto diverso dai soliti visitati in quanto l'arte qui esposta è basata soprattutto sull'interpretazione e sull'emozione che suscita.
E devo dire che di emozioni ne suscitava... l'atmosfera non era propriamente rilassante, anzi, tendeva a creare un certo disagio e agitazione in particolare la zona dedicata alla mostra temporanea di Xhafa.
Alcune opere del museo mi sono piaciute molto, come il cielo di S.Gennaro (la prima foto che vedete sotto) e il buco che sembrava un tappeto... per quanto lo osservassi (era transennato) non riuscivo a vedere che fosse realmente vuoto dentro (terza foto). La seconda foto è un'opera di Rebecca Horn chiamata 'Spiriti' che vuole rappresentare la continuità della vita dopo la morte. L'unico artista esposto che conoscevo era Jeff Koons, autore del famoso Puppy che è una statua di ferro molto grande rappresentante il tipico cagnolino che si può creare con un palloncino. Altra opera che mi è piaciuta è quella di Sol Lewitt '10.000 linee' che vedete nell'ultima foto.
Un sabato diverso ma interessante.
E devo dire che di emozioni ne suscitava... l'atmosfera non era propriamente rilassante, anzi, tendeva a creare un certo disagio e agitazione in particolare la zona dedicata alla mostra temporanea di Xhafa.
Alcune opere del museo mi sono piaciute molto, come il cielo di S.Gennaro (la prima foto che vedete sotto) e il buco che sembrava un tappeto... per quanto lo osservassi (era transennato) non riuscivo a vedere che fosse realmente vuoto dentro (terza foto). La seconda foto è un'opera di Rebecca Horn chiamata 'Spiriti' che vuole rappresentare la continuità della vita dopo la morte. L'unico artista esposto che conoscevo era Jeff Koons, autore del famoso Puppy che è una statua di ferro molto grande rappresentante il tipico cagnolino che si può creare con un palloncino. Altra opera che mi è piaciuta è quella di Sol Lewitt '10.000 linee' che vedete nell'ultima foto.
Un sabato diverso ma interessante.
sabato 4 giugno 2011
Un incontro magico
Ieri sera sono riuscita finalmente ad andare ad una passeggiata guidata al bosco di Cuma per vedere le lucciole. Siamo andati con alcuni amici e con i rispettivi figli. Immaginavamo fosse una cosa carina, in particolare per i bambini, ma non immaginavamo che sarebbe stata un'esperienza incredibile per tutti.
Dopo essere arrivati al punto di incontro con le guide, ci hanno divisi in gruppi con a capo un'esperta del bosco e di lucciole che ci ha spiegato, prima di partire, la vita di questi incredibili insetti. Poi siamo partiti per il giro della lecceta che già prima di vedere le lucciole era interessante per gli odori, i suoni e le ombre che percepivamo.
Poi ci siamo addentrati un pò di più....ed eccole.... una, due, poi una decina, e noi, tutti eccitati, pensavamo di averne viste tante. Ma all'improvviso i lecci sono diventati più fitti, la guida si è fermata e meraviglia delle meraviglie, tutt'intorno c'erano centinaia di lucciole. Un ohhhhh generale di stupore, ma non dei bambini... degli adulti! Eravamo senza fiato, nel buio più totale, contornati da tanti minuscoli flash. L'effetto che ha fatto a tutti è stato quello di perdere i riferimenti.. a qualcuno sembrava di essere nello spazio profondo, ad altri in un mondo magico... sembrava di volare.. Veramente da batticuore. Poi abbiamo proseguito il giro sempre con in sottofondo i versi di rane, gufi, civette, e il meraviglioso rumore del mare in lontananza. Il tutto è durato un'ora e mezza e quest'anno forse lo replicheranno fino a metà giugno per via del freddo che c'è stato fino a maggio inoltrato che ha protratto il mese in cui le lucciole si accoppiano e quindi si illuminano.
QUI , se siete a Napoli e vi va di provare un'emozione da togliere il fiato, potete trovare le informazioni necessarie. Per me, ne vale veramente la pena.
Dopo essere arrivati al punto di incontro con le guide, ci hanno divisi in gruppi con a capo un'esperta del bosco e di lucciole che ci ha spiegato, prima di partire, la vita di questi incredibili insetti. Poi siamo partiti per il giro della lecceta che già prima di vedere le lucciole era interessante per gli odori, i suoni e le ombre che percepivamo.
Poi ci siamo addentrati un pò di più....ed eccole.... una, due, poi una decina, e noi, tutti eccitati, pensavamo di averne viste tante. Ma all'improvviso i lecci sono diventati più fitti, la guida si è fermata e meraviglia delle meraviglie, tutt'intorno c'erano centinaia di lucciole. Un ohhhhh generale di stupore, ma non dei bambini... degli adulti! Eravamo senza fiato, nel buio più totale, contornati da tanti minuscoli flash. L'effetto che ha fatto a tutti è stato quello di perdere i riferimenti.. a qualcuno sembrava di essere nello spazio profondo, ad altri in un mondo magico... sembrava di volare.. Veramente da batticuore. Poi abbiamo proseguito il giro sempre con in sottofondo i versi di rane, gufi, civette, e il meraviglioso rumore del mare in lontananza. Il tutto è durato un'ora e mezza e quest'anno forse lo replicheranno fino a metà giugno per via del freddo che c'è stato fino a maggio inoltrato che ha protratto il mese in cui le lucciole si accoppiano e quindi si illuminano.
QUI , se siete a Napoli e vi va di provare un'emozione da togliere il fiato, potete trovare le informazioni necessarie. Per me, ne vale veramente la pena.
sabato 28 maggio 2011
Anfiteatro Flavio e Villa Avellino
Oggi, per accontentare la voglia del mio ometto di visitare qualcosa siamo andati a Pozzuoli all'Anfiteatro Flavio e a fare un giro a Villa Avellino (solo dopo aver giurato solennemente che la settimana prossima andremo al museo Madre...quando si mette con un'idea diventa un martello!!).
La giornata è stata spettacolare,con un sole incredibile (le foto infatti non sono proprio perfette.. troppa luce) e abbiamo avuto la fortuna di trovare i ragazzi di una scuola che per un progetto volto a sensibilizzarli sulla storia della loro città, avevano imparato tutte le informazioni storiche e ci hanno fatto da guida personalizzata. Iniziativa veramente ammirevole.
Vediamo cosa abbiamo imparato..
Fu costruito sotto la dinastia dei Flavi (come suggerisce il nome) e in particolare da Vespasiano.
L'Anfiteatro è il terzo più grande d'Italia dopo Roma e Capua ed ha conservato molto bene i suoi sotterranei, dove possiamo vedere le gabbie in cui vivevano i leoni e gli animali da combattimento e altri ripostigli dove probabilmente tenevano materiale vario per gli spettacoli (combattimenti con animali o tra gladiatori), grazie alla parziale sepoltura dovuta ad un'eruzione della solfatara.
Da qui invece si scendeva nei sotterranei, mentre si copriva la discesa con delle assi quando c'erano le carrozze che dovevano entrare direttamente nell'arena.
Ed ecco i sotterranei.. bellissimi! Dove vedete le arcate inferiori erano conservati materiali scenici vari, mentre nelle cellette superiori c'erano i leoni e gli animali feroci. Su quegli spuntoni di roccia tra le gabbie e i ripostigli venivano posizionati i sistemi di sollevamento che poi dalle botole da cui si vede entrare la luce permettevano di tirare su le gabbie degli animali.
Questo è un pezzo del pavimento del matronato.
La parte che vedete nella prossima foto appartiene all'acquedotto che permetteva l'entrata dell'acqua, necessaria per pulire l'arena dal sangue.
Tutto l'Anfiteatro un tempo era ricoperto di marmo e pieno di statue d'abbellimento. Oggi purtroppo possiamo vedere solo qualche resto come quelli nelle foto che seguono e immaginare la magnificenza dell'epoca. Peccato solo che sia tenuto così male vista la sua importanza e l'enorme valore storico.
La giornata è stata spettacolare,con un sole incredibile (le foto infatti non sono proprio perfette.. troppa luce) e abbiamo avuto la fortuna di trovare i ragazzi di una scuola che per un progetto volto a sensibilizzarli sulla storia della loro città, avevano imparato tutte le informazioni storiche e ci hanno fatto da guida personalizzata. Iniziativa veramente ammirevole.
Vediamo cosa abbiamo imparato..
Fu costruito sotto la dinastia dei Flavi (come suggerisce il nome) e in particolare da Vespasiano.
L'Anfiteatro è il terzo più grande d'Italia dopo Roma e Capua ed ha conservato molto bene i suoi sotterranei, dove possiamo vedere le gabbie in cui vivevano i leoni e gli animali da combattimento e altri ripostigli dove probabilmente tenevano materiale vario per gli spettacoli (combattimenti con animali o tra gladiatori), grazie alla parziale sepoltura dovuta ad un'eruzione della solfatara.
La prossima foto mostra l'arena con al centro la fossa scenica dove gli animali si ambientavano all'uscita dalle gabbie. Tutta l'arena era coperta da sabbia (da cui il nome) che era più facile da essere ripulita dal sangue. Tutta la parte a sedere che si vede era destinata agli uomini; per le donne c'era un'apposita zona di cui si può vedere solo uno spuntone in alto, detta matronato.
Le botole che vedete lungo tutta la circonferenza dell'arena erano quelle che permettevano l'uscita degli animali dai sotterranei.
Questa è l'entrata principale destinata solo all'imperatore.
Da qui invece si scendeva nei sotterranei, mentre si copriva la discesa con delle assi quando c'erano le carrozze che dovevano entrare direttamente nell'arena.
Questa invece era la zona destinata all'imperatore... la nostra tribuna allo stadio praticamente :)
Ed ecco i sotterranei.. bellissimi! Dove vedete le arcate inferiori erano conservati materiali scenici vari, mentre nelle cellette superiori c'erano i leoni e gli animali feroci. Su quegli spuntoni di roccia tra le gabbie e i ripostigli venivano posizionati i sistemi di sollevamento che poi dalle botole da cui si vede entrare la luce permettevano di tirare su le gabbie degli animali.
Questo è un pezzo del pavimento del matronato.
La parte che vedete nella prossima foto appartiene all'acquedotto che permetteva l'entrata dell'acqua, necessaria per pulire l'arena dal sangue.
Tutto l'Anfiteatro un tempo era ricoperto di marmo e pieno di statue d'abbellimento. Oggi purtroppo possiamo vedere solo qualche resto come quelli nelle foto che seguono e immaginare la magnificenza dell'epoca. Peccato solo che sia tenuto così male vista la sua importanza e l'enorme valore storico.
Dopo questa piacevolissima visita (ragazzi dell' ITC Vilfredo Pareto grazie di cuore, è solo merito vostro se oggi ne sappiamo un pò di più!), abbiamo fatto due passi in Villa Avellino, piena di verde e con una magnifica veduta su Pozzuoli e sul suo bellissimo golfo.
Una bellissima giornata.
P.S. Come? La creazione di cui parlavo ieri? Ancora non l'ho iniziata... un pò di pazienza e ve la mostro.
domenica 3 aprile 2011
Sole
Abitare in una città come Napoli, purtroppo da un pò risulta quantomeno difficile, ma la cosa peggiore è che le difficoltà che ci troviamo quotidianamente ad affrontare portano a farle dimenticare quanto speciale sia in realtà. E basta un pò di sole e di tepore per riportare a galla il suo cuore.
Ieri sono uscita per portare il mio ometto a giocare un pò a pallone sperando di trovare qualche bambino disposto a divertirsi in compagnia sua. Per fortuna ho trovato tre ragazzini molto dolci che l'hanno accolto senza problemi. Mi sono seduta a guardarli e allargando lo sguardo ho ritrovato la mia città, da cui, nonostante tutto, è così difficile separarsi:
ho visto ragazzini col pallone fermarsi ogni volta che passava un carrozzino con bimbi piccoli (senza bisogno che nessun adulto li sollecitasse),
papà con prole al seguito cercare un percorso alternativo per non intralciare i ragazzini che giocavano (papà a loro volta ex giocatori),
coppie ultrassessantenni a braccetto come ragazzini,
signori che, nonostante i cumuli di immondizia nuovamente presenti nelle strade, buttavano diligentemente la carta nella carta, il vetro nel vetro e la plastica nella plastica, con la soddisfazione insita nel perseguire il giusto 'a prescindere',
coppie uomo/cane a passeggio nella loro grande amicizia,
e soprattutto sui volti di tutti ho visto la voglia di dare più che di prendere.
Peccato, veramente peccato, perchè Napoli sa essere veramente magica,
ed ha tanta tanta voglia di tornare ad esserlo.
Ieri sono uscita per portare il mio ometto a giocare un pò a pallone sperando di trovare qualche bambino disposto a divertirsi in compagnia sua. Per fortuna ho trovato tre ragazzini molto dolci che l'hanno accolto senza problemi. Mi sono seduta a guardarli e allargando lo sguardo ho ritrovato la mia città, da cui, nonostante tutto, è così difficile separarsi:
ho visto ragazzini col pallone fermarsi ogni volta che passava un carrozzino con bimbi piccoli (senza bisogno che nessun adulto li sollecitasse),
papà con prole al seguito cercare un percorso alternativo per non intralciare i ragazzini che giocavano (papà a loro volta ex giocatori),
coppie ultrassessantenni a braccetto come ragazzini,
signori che, nonostante i cumuli di immondizia nuovamente presenti nelle strade, buttavano diligentemente la carta nella carta, il vetro nel vetro e la plastica nella plastica, con la soddisfazione insita nel perseguire il giusto 'a prescindere',
coppie uomo/cane a passeggio nella loro grande amicizia,
e soprattutto sui volti di tutti ho visto la voglia di dare più che di prendere.
Peccato, veramente peccato, perchè Napoli sa essere veramente magica,
ed ha tanta tanta voglia di tornare ad esserlo.
sabato 26 marzo 2011
Passeggiata culturale
Il mio ometto ama i musei e piano piano mi sta portando a visitare (nuovamente) tutti i musei visitati con la scuola donandomi occhi nuovi per vedere con entusiasmo posti già noti. Oggi ha scelto la Certosa di S.Martino (siamo a Napoli). E' stata una passeggiata bellissima, gratuita (non sapevamo che entro le 10 di mattina il biglietto fosse gratis :) e vista, con i suoi incredibili occhi, piena di poesia. La Certosa, nata nel 1325, mostra elementi sia gotici che barocchi per la sua successiva ristrutturazione. Bellissima la chiesa barocca che ha al suo interno decorazioni di Luca Giordano, Ribera e tanti altri. Molto belli anche il Chiostro grande con il pozzo e il colonnato e il Chiostro dei Procuratori, più piccolo ma anch'esso con colonnato e pozzo centrale. Mozzafiato il panorama che si gode dai suoi giardini visto lo splendido sito su cui è stata costruita. La Certosa inoltre ospita all'interno una mostra navale con la flotta navale dell'epoca borbonica, una mostra presepiale molto varia e con un presepe (quello nelle foto) donato da Cuciniello (collezionista di presepi del XVIII secolo) molto molto bello e un paio di antiche carrozze.
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